giovedì 20 dicembre 2012

si tratta sicuramente di destino

Se cerchi il significato della parola destino il risultato è "insieme di inevitabili eventi che accadono secondo una linea temporale soggetta alla necessità e che portano ad una conseguenza finale prestabilita". 
Un pò la definizione mi piace.. di solito pensi che certe cose accadono perchè è destino solamente in certe situazioni della tua vita che effettivamente sono incomprensibili nel senso che non seguono una logica. 
Mi spiego meglio, non succede tutti i giorni che ti viene da dire "se è successo è destino!". Certe volte però è come se ti venisse una sensazione particolare da dentro, è come se ti venisse proprio spontaneamente dire o pensare "cavoli, era destino!!!".
Le cose belle e le cose brutte che ci sono capitate sono tutte inspiegabilmente importanti, ci hanno fatto crescere, capire cosa vogliamo, indirizzarci su quello che probabilmente è il nostro modo di essere o semplicemente il nostro stile di vita.
Le storie d'amore con le loro delusioni, una partenza improvvisa, un licenziamento, una festa da paura, un incontro inaspettato, la morte di qualcuno che conoscevi bene, un nuovo coinquilino o anche due, una nuova amicizia, una nuova scoperta, un messaggio inaspettato, il protagonista di un libro o semplicemente il finale di un film.. sono piccoli segnali di un cambiamento, voluto o no, in noi, nella nostra vita e di chi ci circonda. 
Ma soprattutto in noi scaturiscono emozioni e situazioni involontarie che ci fanno cambiare certe idee, ci aprono gli occhi e ci aiutano ad affrontare la vita con occhi diversi, magari speranzosi di qualcosa di nuovo. 
Tutto questo secondo me è il significato della parola destino. E' lui che ci fa scegliere una strada invece che un'altra, senza troppe spiegazioni a riguardo. "E' capitato!" quindi reagisco in un determinato modo, perchè in quel momento della mia vita è ciò che mi sento di fare.
Se dovessi elencare tutte le volte che ho pensato "è destino!", bè non me le ricorderei neanche.. alcune però me le ricordo ma non le dico perchè stanno ancora seguendo un corso non ben definito.. ma l'importante è sapere aspettare e agire secondo l'istinto!
E come dice Carrie "forse sono i nostri errori a determinare il nostro destino. Senza quelli che senso avrebbe la nostra vita.. probabilmente se non cambiassimo mai strada non potremmo innamorarci, avere un figlio, essere ciò che siamo.. del resto le stagioni cambiano e così pure le città. La gente entra nella tua vita e poi ne esce, ma è confortante sapere che coloro che ami rimangono sempre impressi nel tuo cuore".

martedì 6 novembre 2012

ricordi di un viaggio...




Questo è quello che rimane di un viaggio.. i ricordi!
Ricordi di persone fantastiche, ricordi di paesaggi mozzafiato, ricordi di momenti che si sono realizzati veramente e che rimangono nel tuo cuore per tutta la vita. Questo è quello che ho dedicato ai miei di ricordi e questo è quello che descrive ciò che ho vissuto e ciò che mi fa pensare positivo. 
Con questo ringrazio le persone che non dimenticherò mai e che spero di vivere per sempre.

lunedì 1 ottobre 2012

welcome back Lucia

Com'è la situazione a 4 mesi dal mio rientro dall'Australia?! Bé direi paurosa!!!
Tutti mi avevano detto "Stai tranquilla solo i primi 3 mesi sono di scombussolamento, poi ritorna la felicità!". 
A dire il vero ne sono passati già 4 di mesi e quanto vorrei ritornarmene in Australia. 
Alzarmi la mattina e vedere i miei coinquilini fare colazione o farsi la doccia per scappare a lavoro, aspettare la fine della giornata di lavoro per incontrare gli amici (che già dopo un giorno sono diventati i tuoi confidenti) e ridere, bere una birra o anche solo parlare, magari nel tuo locale preferito nel centro di Melbourne, tornare a casa da lavoro e scoprire che anche oggi c'è una cosa nuova da fare, aspettare il week end perché in programma c'è qualcosa di figo da scoprire e qualche nuova persona da conoscere. 
Ma solo chi è stato in Australia può capire quanta amarezza c'è nel tornare in un paese dove non ci sono prospettive future, dove non sei apprezzato, dove, se vuoi uscire di casa, è quasi impossibile, dove hai studiato tanto (e magari anche qualcosa che in fin dei conti non ti piaceva) per non trovare da lavorare, dove non riesci a mettere da parte neanche un euro per progettare qualcosa di alternativo al pagare la benzina, l'assicurazione della macchina, il tagliando, il bollo o la revisione, le visite mediche, il dentista o il ginecologo.
Quando eri in Australia per tutti sei stato in vacanza.. "Ti sei divertito non è vero?! Adesso è ora di produrre!!!" quando invece hai lavorato sodo (facendo anche lavori faticosi e al di sotto delle tue aspettative)  e solo perché gli stipendi erano più alti ti sei potuto permettere viaggi, vacanze e una vita del tutto rispettabile. E' un reato questo?! A me sembra più un reato quello che stiamo vivendo in Italia. 
Chi è stato in Australia sa quanto basta poco per essere amici, perché hai condiviso momenti difficili che nel bene e nel male ti hanno unito più di ogni altra cosa.
Chi è stato in Australia sa che i tuoi amici sono la tua famiglia perché sei da solo, dall'altra parte del mondo, un mondo che parla una lingua diversa dalla tua e che ti mette alla prova giorno per giorno. 
Chi è stato in Australia sa che puoi anche licenziarti da un posto di lavoro perché presto ne trovi un altro e questo ti rende vivo, attivo e ti permette di svegliarti da quel mondo ovattato che si respira nel proprio paese. 
Chi è stato in Australia sa che ci si può innamorare facilmente e vivere a stretto contatto con la persona che ti piace perché è così.
Chi è stato in Australia sa che la storia d'amore è una storia che finisce.
Chi è stato in Australia sa quanto male si sta quando il tuo amico parte per la farm o il visto gli è scaduto e se ne deve ritornare a casa o ha deciso di farsi un giro per il bel paese perché è riuscito a risparmiare abbastanza per potersi permettere di esplorare un altro angolo di quel grande continente.
Chi è stato in Australia si innamora della vita e delle persone che la rendono viva.
Chi è stato in Australia sa che al suo rientro gli aspettano momenti di gioia e felicità nel ritornare alla base dove chi ti aspetta sono i famigliari e gli amici che non vedi da tanto tempo (e ti sembra un'eternità per tutto quello che hai vissuto in quell'anno).
Chi è stato in Australia sa anche che la cosa più bella sarebbe ritornarsene indietro portandosi con sé gli amici d'infanzia e la famiglia perché quello che ha vissuto è stato stupendo e tutti dovrebbero avere l'opportunità di provarlo.
Chi è stato in Australia a volte vorrebbe ritornarsene là dove la vita era più facile e piena di emozioni.
Chi è stato in Australia a volte vorrebbe scappare anche in un altro posto purché lontano dal pessimismo italiano.
Chi è stato in Australia come me ringrazia il cielo perché ha vissuto l'anno più figo del mondo nel dolore e nella felicità, perché l'ha fatto crescere, l'ha messo alla prova, l'ha aiutato a credere in sé stesso e l'ha reso coraggioso.
Chi è stato in Australia come me ringrazia le persone che ha incontrato perché saranno amici per sempre, per quello che hanno condiviso e per quel filo sottile che li unisce.

E ora cosa faccio??!?!?!!


sabato 2 giugno 2012

La faccia della paura si chiama terremoto!!


La faccia della paura.. non avevo mai visto una cosa del genere, mi sembrava di essere in un film dell'orrore e a dire il vero penso sia solo l'inizio. Vedere la terra effettuare quel movimento ondulatorio non mi sembrava reale.. avete presente quando all'aquafan di Riccione parte la sirena e si susseguono quelle divertentissime onde in piscina?! Bè le spighe della campagna san prosperese si divertivano in questo movimento spaventoso che sembrava non finisse mai. La terra sotto tremava e io e mio cugina ci tenevammo abbracciate così forte come non lo avevamo mai fatto. Passati quei 10 secondi di terrore ci siamo fiondate a casa dove c'era mia madre e la mia nipotina che sul divano ascoltavano la canzoncina della vecchia fattoria.. doveva essere una mattinata tranquilla di fine maggio mentre si è rivelato un incubo! I miei concittadini si sono riversati sui marciapiedi di questo piccolo paesino che si è ricoperto di crepe in ogni angolo. Dopo aver realizzato quello che stava succedendo si sono inziati a riempire i parchi di tende e sedie per anziani e i volontari hanno cercato di mantenere la calma in ogni dove. Protezione civile, ambulanze, carabinieri, polizia, croce rossa invadevano le strade senza che si capisse nulla, macchine impazzite cercavano di raggiungere le proprie abitazioni, cellulari e reti impallate, non riuscivo a chiamare i miei amici, non sapevo dove fossero, che cosa stessero facendo, se stavano bene, se erano vivi, se le loro famiglie erano salve, se i loro posti di lavoro erano crollati. Piano piano tutto si è fatto chiaro e ho visto i nostri paesi distruggersi davanti agli occhi, ho visto gente morire, gente dispersa, persone disperate, ho sentito urla, pianti, litigi, frenate di macchine, ho visto la disperazione.. ho visto la paura! ma ho anche visto la mia famiglia tutta intera, ho visto i miei amici sani e salvi anche se provati e disperati perchè le loro case sono inagibili, perchè se non hai vissuto questo momento, questo brivido non lo puoi capire quanto male ti può fare, ho visto le persone che amo vicine a me, ho visto che non conta un cazzo di niente la macchina nuova, il bel vestito, l'anello d'oro, le scarpe firmate o l'ultimo i phone.. ho visto con i miei occhi che la cosa più importante è che la tua famiglia sta bene e che i tuoi amici sono ancora tutti tuoi amici. Ho visto la vita.. ho visto che siamo vivi!
Ora la cosa più difficile sarà continuare la normalità che ormai non lo è più, non esistono più i paesi in cui vivevamo, c'è la paura di dormire la notte perchè tutto trema sempre, non si sa quando smetterà e se smetterà e con quale intensità e cosa succederà, non si sa dove stare. La paura più grande è rientrare nelle nostre case (per quelli che un tetto ancora ce l'hanno). La routine è entrare in casa e correre per prendere il necessario per sopravvivere, quindi ricordarsi dove sono le cose che ti servono per fare il più in fretta possibile e rimanere dentro il meno possibile per paura di un altra catastrofe. La mia casa a tre piani sembra aver retto anche se con qualche piccola crepa ma chi riesce ad entrare? chi riesce a raggiungere la propria stanza? chi riesce a tornare nel proprio bagno? abbiamo deciso di mettere la doccia fuori in giardino, abbastanza distante dalla casa ma tutte le volte che dobbiamo andare in bagno cerchiamo di entrare in casa e fare il più in fretta possibile.. ma chi riesce ad andare in bagno?! chi riesce a stare calmo?! e poi chi riesce a dormire? ci sta prendendo a sfinimento questa situazione.. la gente se ne va cercando di distrarsi dalla quotidianità che sta diventando frustrante.. ma chi vuole abbandonare la propria casa? è la nostra vita, è ciò che i nostri genitori sono riusciti a costruire dopo anni e anni di lavoro duro e sacrifici. Chi vuole dover cambiare tutto in un attimo le proprie abitudini? ci dobbiamo abituare.. ma quintali di lacrime mi stanno accompagnando verso Trento, in treno, per sfogarmi da quello che è successo, per non farmi vedere debole e stanca e distrutta dopo tutto quello che è successo e per tornare più forte agli occhi della mia famiglia che ha bisogno di me e che non voglio abbandonare. La mia famiglia è la cosa più importante che ho.. la mia famiglia è la mia vita.. la mia mamma, il mio papà,i miei fratelli.. senza di loro non sono niente!

mercoledì 25 aprile 2012

questa è la east coast..

Byron bay

Nimbin

Nimbin

Byron bay

Byron bay

Nimbin

Nimbin
Noosa

Noosa

Noosa
Rainbow beach

Rainbow beach

Fraser Island

Lake Mckenzie 
Whitsundays

Whitsundays

Whitsundays

Whitehaven beach
Rainforest Cairns

Rainforest Cairns

waterfalls Cairns

Rainforest Cairns

Cairns

Cairns

e se non è splendido...

Un'esperienza da aggiungere al mio viaggio è il Safari al Kakadu National Park: un enorme parco nazionale che si trova a Darwin. 
Ci svegliamo alle 6 di mattina come al solito con uno zainetto carico di insetticida, acqua e costume e ci accomodiamo su una splendida 4x4 bianca. Siamo in 7, due australiane, una francese (emilina), un inglese, un tedesco, io e Bred .. la nostra guida.
Dopo 45 minuti di viaggio ci accoglie una splendida crociera con i coccodrilli che, affamati di buffalo meat, inseguivano la nostra imbarcazione; ci incamminiamo poi per 3 km alla ricerca dello spettacolare susnset in cima ad una collina rocciosa e ci godiamo lo spettacolo finchè il sole non cala del tutto e arriva il momento di accamparsi con tende e sacco a pelo in mezzo alla natura. Montiamo le nostre dimore e allestiamo un banchetto coi fiocchi: buffalo, canguro (e io decido di diventare vegetariana), mash potatoes, steamed vegetables e taaaanta acqua, ci sediamo in cerchio come vera tribù aborigena e impariamo a suonare il digiridooo finchè non ci addormentiamo in mezzo a rumori di animali ma soprattutto impauriti dai dingo che durante la notte si aggiravano in cerca di buffalo e canguro. (ho dormito solo due ore?!?!?! forse neanche)

Sveglia alle 6 per una camminata mattutina di 9 km, scaliamo una montagna ( io giustamente con le converse distrutte) rischiando di cadere e morendo di paura maaaaa raggiunta la vetta ci godiamo un panorama da togliere il respiro, raggiungiamo una piscina naturale dove nuotiamo in quest'acqua habitat di water crocodiles, scaliamo a piedi nudi le cascade falls graffiandoci piedi, ginocchia e schiena incontrando nel tragitto ragni enormi, pesci di ogni tipo, insetti e serpenti finchè non ci rilassiamo ai piedi delle cascate e Bred ci dipinge il viso da piccoli aborigeni con colori naturali recuperati da particolari sassi usati dagli aborigeni per dipingere le rocce del parco nazionale. 
Abbiamo imparato che gli aborigeni credono in dei della natura, che il loro nome proviene da un sogno e il nome di ogni famiglia rappresenta un animale, che andavano a caccia di buffalo, canguri e uccelli, che usavano le piante del Kakadu come rimedi naturali ma che le mangiavano anche, che potevano fare disegni solamente nell'area in cui abitavano, che ancora tutt'oggi in certe zone del parco nazionale vivono famiglie aborigene dove è vietato entrare se non con permessi speciali (e se sei loro amico sei il benvenuto). 
Ho visto due serpenti fare l'amore, rane ed insetti enormi, buffalo, coccodrilli affamati, aquile, ragni colorati, montagne rocciose di un colore intenso, tramonti da paura, colori profondi, storm naturali, acque cristalline, rainbows, cascate, paesaggi mozzafiato viaggiando in 4x4 con la guida più figa del mondo che mi fa apprezzare, rispettare ed amare il Kakadu National Park con sottofondo una playlist da paura!!!! 
Tutto questo in soli due giorni.. e come dicono gli aborigeni boh boh.. goodbye!! 

domenica 22 aprile 2012

13 aprile in Australia.. è party!!!!

Il giorno del mio compleanno in Australia.. merita un certo spazio nel blog:  è stato uno dei giorni più belli del mio viaggio! Ma il tutto parte qualche giorno prima quando sulla Atlantic Clipper 53 persone (e 53 SOLO giovani) si imbarcano per un viaggio di 2 giorni alle Whitsundays, le isole più belle d'Australia.
Chiaramente vengo selezionata per la dimostrazione salvataggio così tutti mi conoscono subito.. ma divento famosa per la crew grazie al mio nome, un classico!!!
Passiamo quindi due giorni tra snorkeling, diving (per chi può), pesci colorati, barriera corallina, meduse, wetsuit, scivoli, sabbia bianca da paura, tramonti, sailing, storm, birra, goon, djs, chitarra e soprattutto amici.
Già da subito si forma un gruppo: io, emilina, silvia, alan, sven, vieber, luca e nicolò.. passiamo due giorni insieme bellissimi e da subito nasce il motto della Clipper.. why?? why not?!?!?! e diventa un tormento per i giorni seguenti.
L'ultima sera sulla barca passiamo la serata più bella del viaggio sia perché ci conosciamo tutti un pò meglio ma anche perché la crew organizza una boat competition. Iniziamo alle 8 di sera a travestirci tutti da personaggi inventati: c'era Tarzan, babbo natale, Marilyn Monroe, Aladino, la bimba con le trecce bionde, la donna stuprata, .. io ero la Gipsy. Tutti travestiti beviamo birra e balliamo in pista mentre dobbiamo superare delle prove, formare gruppi diversi ogni volta e passare diverse sfide come remare, fare posizioni sessuali, correre da una parte all'altra della boat, fare la lapdance.. Io essendo competitiva arrivo in semifinale e mi incacchio perché il mio compagno ha fatto schifo a ballare la lapdance.. veramente insensuale hahahah!!!!
Passiamo due giorni veramente intensi con sveglia alle 6 di mattina, il rischio di finire in mare a causa di una forte tempesta, le nuotate più spettacolari della mia vita, strisce di sabbia dai colori differenti  che insieme tolgono il respiro e persone splendide.
La sera in cui torniamo da questa splendida esperienza c'è il mio bellissimo compleanno.. ci troviamo al Phoenix ad Airlie beach e inizia la serata tra birre e musica.. giriamo un pò di baretti finché non arriva mezzanotte e i miei amichetti mi portano alla Lagoon di Airlie beach per una sorpresa.. Silvia e Sven mi hanno preparato una torta di compleanno con 28 candeline e hanno comprato 6 braccialetti uguali per il gruppo da mettere rigorosamente sulla caviglia destra per non dimenticarci gli uni degli altri mai. E io volevo piangere.. La serata finisce tra alcool e chiusura di tutti i locali.. ed è stato bellissimo!!!!!!

giovedì 15 marzo 2012

Melbourne was..

disorientamento, la spaghetteria in Carlton, la festa indie nascosta, lavorare allo stereosonic, il picnic in Brighton, beachvolley in South Melbourne, il barbecue a Elwood, capodanno in tram, la birra al Ponyfish Island e la birra a casa, la surf lesson, la prima guida e guidare la macchina di Will, l'ostello a Campbell, il fumo nella macchina di Maxime, il dito del piede sinistro rotto e il solito mignolo lussato, l'ospedale di Prahran, il bar ad Elsternwick, fare panini, i pomeriggi con ospiti nella piscina di Southbank, la penguine parade, l'hula hoop con Melissa in pausa pranzo, cantare Cesare con Marta, Chapel street, il Cbd e lo Space Hostel, i koala e i canguri della great ocean road, i Set Sail per strada, ballare davanti a Myer scalze e con delle bambine, le 4 stagioni in 1 giorno, Adele, Elisa, Cesare, i Coldplay, gli Strokes, i Kings of Leon, triple J e la playlist di Will, il Rooftop e il Deck ma anche i party in casa, le movie nights, gli incontri più improbabili, i muti e gli esagerati, il mercatino del 1000 $ Bend e Paradise, il test per la Rsa, i pop corn e i jag di birra con le mie due più belle amiche, il sushi più figo del mondo, il Coles e il mio commesso di fiducia, il waffellaro con gli italiani, abercormbie, pilates e joga in lt Collins street, le insalate di pomodori e avocado, la pizza non lievitata ma anche la pizza più buona di Melbourne, le paste di Brunetti, la music week, le risate a lavoro, festeggiare l'Australia day in banana e i fuochi in Fed Square, il chitarrista della band più figo del mondo, surf con Will e surf con Gianlu, Beppe e suo cugino, i ladri in magazzino, il bus 235 o 237 fisherman bend, il nuovo I pod, dormire con Adry e la Marta, le caramelle gommose,  il concerto degli incubus, le stampelle, il nitrato all'ospedale, le chiaccherate su fb, conoscere il cugino di una tua amica, la partenza di Marta, le mie amiche italiane, le lacrime, Skype con la mamma ma anche con l'Aida e la Marta insieme, giocare con Dexter, i giochi alcolici ai Grampians, scoprire l'amore per le band e per i musicisti, fare le valigie, i poster a 183 city road, le nomination in casa, prenotare i viaggi, sorprese inaspettate, i festival, la spiaggia di St. Kilda, la storia sui boomerang, ballare al queen victoria market,  Marta, Gianlu, Aida, Maria, Maxime, Adry, Melanie, Brook e Lauren, Kevin, Andre, Gianlu e Beppe, Will, Leo, Francesco, Melissa, John, Jim, Leonardo, Song, Hailey, Antoine, Patrick, Laura, Emilie, Ben, Felix, Julia, Ilaria, Craig, Darren, Simo, Vitto e la Laura, Ale e Matte, aspettare l'ultimo giorno di lavoro e arrivarci.. e a Melbourne ci devo ancora tornare!

lunedì 5 marzo 2012

giovedì 1 marzo 2012

diversi modi di vivere

Durante il viaggio si conoscono tantissime persone, soprattutto giovani (ma non solo), si entra a contatto con culture diverse: lingua, cucina, abitudini giornaliere, insomma diversi modi di vivere.. e quante cose che si scoprono e si imparano..!
L'età media dei backpackers qui in Australia è molto bassa: diciamo che è intorno ai 22-23 anni e chi aiuta ad alzare la media siamo noi italiani. Gli ultimi ad uscire di casa e a provare certe esperienze. Forse perchè siamo pigri, forse perchè effettivamente siamo legati alle radici e a quell'angolino che ci siamo coltivati e sudati a casa nostra, forse per paura di non poterci permettere lo stile di vita italiano o forse solamente perchè finiamo di studiare veramente tardi rispetto allo standard europeo.
In Australia ho conosciuto viaggiatori italiani, spagnoli, francesi, inglesi, tedeschi, estoni, russi, filippini, canadesi, americani, australiani e io solitamente sono la più vecchia.. che noia!!! Ragazzi che già a 18 anni escono di casa per raggiungere l'altra parte del mondo, ognuno con i propri obiettivi, la propria idea di viaggio. E' interessante sentire le storie di ognuno e scoprire quanto sono diversi i punti di vista. Una ragazza estone di 18 anni che lavora con me vorrebbe lavorare e risparmiare soldi prima di ritornare al suo paese, un ragazzo di 18 anni scozzese invece mi racconta che non se ne vuole andare dall'Australia perchè si diverte molto più che a casa, una ragazza francese di 26 anni invece non sa cosa fare della sua vita e dice che Parigi non le offre quella sicurezza che invece le sa dare Melbourne, una coppia inglese (lei 25, lui 29 anni) ha deciso di viaggiare il più possibile prima di trovare una stabilità, una ragazza italiana di 25 anni che invece sente la mancanza della sua terra. A volte invidio un pò queste persone che hanno idee chiare, per lo meno nel breve periodo!!
In ogni caso, dopo la convivenza con diverse nazionalità potrei sfornare alcuni luoghi comuni:
Gli inglesi per esempio amano veramente tanto il Thè e la Birra. La mia coinquilina inglese, che ha deciso di passare le vacanze di Natale in Inghilterra, tornata in Australia si è portata 10 pacchi di the inglese che beveva quando era piccolina..! 
I francesi amano cucinare e la maggior parte di quelli che ho conosciuto non vorrebbe tornare in Francia a vivere. La mia coinquilina parigina ama cucinare dolci.. sa fare torte di ogni tipo e a volte cena con torte intere.. avrà già il diabete?! e il mio coinquilino francese fa il cuoco e ama il suo lavoro, anche se poi quando è a casa si scalda pizze surgelate, che arricchisce con ogni tipo di ingrediente.. 
I francesi amano anche la moda.. la mia amica Emilie di 21 anni si è adeguata subito allo stile australiano che mischiato al suo nativo è molto artistico e originale. Ogni giorno è una sorpresa di abbinamenti anni 60 strafighi!!
Gli australiani amano bere durante il week end fino ad essere ubriachi ma sono anche ospitali e generosi. 
Se ti fermi per strada con una cartina del posto non esitano a chiederti se possono aiutarti e se per caso una sera non sai che fare e chiedi per strada alcuni consigli stai sicuro che passi una serata strafiga in qualche posto alternativo. Per esempio questo week end sarò ospite con altri 4 amici nella casa immersa nel bush melbournese del mio amico australiano: è lui che di sua spontanea volontà me lo ha chiesto. 
Gli estoni sono gran lavoratori e amano bere rum. 
I tedeschi sono veramente molto precisi e puntuali: non ho mai visto arrivare in ritardo agli appuntamenti il mio amico Patrick.
Gli italiani invece amano fare casino, uscire la sera e conoscere gente.. siamo fatti così noi!! Tanto entusiasmo!! Siamo calorosi e socievoli senza esitazione..  ci piace parlare, conoscere e vivere le persone. La mia coinquilina francese dice che molte volte noi italiani diciamo ti amo senza dare il peso giusto alla parola.. ed effettivamente è vero o forse solo io!! 
Il viaggio è anche questo: incontrare persone e condividere con loro i momenti che la vita ti regala, si perchè sono veramente un gran regalo!!!

sabato 18 febbraio 2012

grazie australia

Sono sempre più convinta che l'Australia mi stia mettendo alla prova fisicamente e moralmente.. quante sfide ogni giorno, quante emozioni, quante sconfitte ma anche quante conquiste..!! ma la cosa che mi fa vivere al 100% sono i rapporti, sono le persone, sono tutti questi arrivederci che mi ammazzano ogni volta.. sono certa che tutto succede perché ogni cosa ha un suo destino, un suo percorso, un suo inizio e una sua fine.
La vita è fatta di rarissimi momenti di grande intensità e di innumerevoli intervalli. La maggior parte degli uomini, però, non conoscendo i momenti magici, finisce col vivere solo gli intervalli.
Così diceva Nietzsche e aveva ragione, basta solo riconoscerli questi momenti magici e l'Australia mi ha dato la capacità di riuscire a farlo.
Ho imparato a concentrare le mie energie su ciò che mi suggestiona, su ciò che sento possa darmi tanto e ho constatato che quando è il momento di allontanarci da queste cose e persone e fa male allora vuol dire che è stata una cosa forte, importante e solida. ".. Come una musica, come un dolore, lascia il suo segno e non si fa scordare.."

sabato 11 febbraio 2012

made in Melbourne.. australian style!!

La città più europea d'Australia con i suoi coffee shops, i negozi vintage e gli artisti di strada è il punto di incontro dei viaggiatori da tutto il mondo. 
Molteplici culture e le più svariate espressioni artistiche si incontrano ogni giorno nella splendida city ma l'australian style è inconfondibile.. 
Da vera donna che si rispetti, anche io sono una fashion victim ed esserlo a Melbourne è d'obbligo. Lo stile australiano è unico e si divide principalmente in due filoni:

1. Colour's victim o detto anche Beverly Hills 90210 style.. vi ricordate i fratelli Walsh e il Peach Pit?!?! Ecco gli anni '90 sono tornati di moda qui a Melbourne.. top e camicie floreali rigorosamente dentro a gonne stretch coloratissime e jeans a vita alta, converse e anfibi, giubbotti di jeans e chiodo per lei; camicie floreali e stampe old style, jeans arrotolati alla caviglia, le mitiche espadrillas di tutti i colori possibili immaginabili, canotte larghe che mettono in mostra i muscoli per lui.. 


2. Dandy addicted, lo stile dell'artista maledetto.. gonne dai colori opachi che arrivano al ginocchio, camice di seta bianco panna, francesine e foulard ai capelli per lei, giacche dai tagli sartoriali, pantalone burgundy, cappelli e berretti classici per lui. La continua ricerca del particolare in ogni situazione come l'occhiale dal design elegante o l'orologio da collo completano il look vintage.. che a dire il vero è quello che preferisco!! 

Passeggiando per Chapel Street non potrete andare via senza aver comprato qualche particolare fashion in questi fantastici vintage shops.. come il canto delle sirene - non si può fare senza!!!!!

sabato 4 febbraio 2012

Il Queen Victoria Market

In fondo al CBD di Melbourne, camminando su Elizabeth street si apre un piccolo mondo.. il Queen Victoria Market, uno dei mercati più grandi d'Australia e il principale di Melbourne.
Diversi venditori si ritrovano per mostrare ed esporre le loro creazioni.. si può trovare di tutto frutta e verdura, anche biologica, carne e pesce fresco, olive italiane, salsiccia calabrese, brief francese, chorizo espanol, sangria mexicana, rivendita di veri ugg australiani, boomerang aborigeni, braccialetti peruviani, pellame italiano, stampe australiane, bigiotteria melbournese, vecchi vinili, magliette e gonne in stile australiano e centinaia di banchetti internazionali. 
E' un piccolo covo multietnico dove si incrociano tutti i giorni nazionalità e personalità differenti, colori e profumi lontani..!
Da novembre a febbraio il mercato è anche serale e offre spettacoli musicali, ballerini africani a ritmo di reggaeton, stage di ballerini hip hop, sangria a fiumi, venditori ambulanti di ogni nazionalità.. dalla paella spagnola al riso nepalese,.. e affollato di gente che balle, ride e si diverte ricrea un'atmosfera di pace!
E da vero mercato non manca il baratto.. venditori che urlano le ultime offerte, clienti che si buttano sull'ultimo pacco di arance, passanti che puntano al ribasso.. caos che ascoltato da lontano non ti fa sentire spaesato.